Cronaca di un favoloso concerto, Firenze 12/05/2003 -
Questa pagina è dedicata al caro Massimo Gendusa
... dopo aver rinunciato ai due concerti di Milano del 8 e 9 maggio (sempre per i soliti impegni di lavoro dell'ultim'ora), non potevo assolutamente perdere il concerto di Firenze del 12 maggio... dalla Riviera di Levante a Firenze sono soltanto due ore di macchina. Non avevo i biglietti ma ero certo che li avrei trovati e pur di vedere Peter avrei fatto carte false...ed eccoci a Firenze (con famiglia al seguito trascinata all'ultimo istante...con mia figlia di soli 10 anni..) Alle 17 eravamo li davanti al palasport e ho parcheggiato l'auto proprio davanti ai 25 Tir che trasportano il megaspettacolo del Growing Up Tour 2003 ! Come previsto al Box Office ho trovato subito i biglietti (32 € x 3....ma in conto mi hanno messo pure la prevendita....quale prevendita? qui c'è sicuramente lo zampino dell'organizzatore italiano....ma lasciamo perdere...e scucio per 3 biglietti 111 € ! Ma per Peter si puo' fare questo e altro... Intanto la gente si ammassava davanti ai cancelli la cui apertura era prevista per le 19... il sole della sera scaldava ancora molto in questa splendida serata fiorentina di primavera inoltrata e intorno alle 18,30 già un migliaio di persone sostavano davanti ai cancelli incuranti del caldo...un pubblico tranquillo, distinto, non più di giovanissimi, ma tutti certamente intenditori di buona musica....ma con grande stupore notai che vi erano anche molti giovani sui 20 25 anni...costoro certamente non erano ancora nati quando Peter cantava "I'm Rael !" nel frattempo per cercare un pò di fresco siamo entrati nel giardino della piscina olimpionica che si trova proprio a fianco del Palasport, proprio in quel momento giungevano alle nostre orecchie provenienti dalla struttura le prove dello spettacolo e il check sound. Ore 19.10 apertura dei cancelli, a parte i primi scalmanati, il resto del pubblico entra nella struttura molto ordinatamente a gruppi di 100 persone per volta....controlli all'entrata....nessuno! Accidenti, se lo avessi saputo avrei potuto portare la mia telecamera...va be' compreremo il DVD o la videocassetta quando uscira' (speriamo presto..) infatti in questi concerti (soprattutto quello di Milano n.d.r.) si sta girando un film del concerto.
Ed eccoci all'interno, la solita struttura un po' asimettrica famosa per la pessima acustica e la pessima areazione che ricordavo molto bene dopo aver visto il Secret World Tour 10 anni prima e al centro il megapalco circolare, con una parte centrale fissa e un anello esterno rotante, sovrastato da una struttura metallica grandiosa, anch'essa circolare fornita di quattro "bracci". Su ognuno di essi sono disposte luci e infinità di teste mobili (quelle luci che ora si vedono spesso anche in tv e che girano a 360°) oltre ad un infinità di altri apparati, su ogni braccio piu' tardi andrà ad accomodarsi un tecnico (in una comoda poltrona). Non esiste un "avanti" e un "dietro" del palco, da uno dei due lati "corti" dei palazzetti sono disposti i mixer, che riducono la presenza degli spettatori sotto le tribune, determinando il lato "meno privilegiato". Ma proprio su questi lati vi sono delle comodissime tribunette e noi ci sistemiamo proprio dietro al mixer principale (controlli audio e regia riprese) ma poi vi sono pure due postazioni di tecnici sotto le tribune che infatti sacrificano anche un pò lo spazio su uno dei due lati lunghi della struttura. Tutto sommato la postazione che abbiamo scelto non è così infelice, si vede bene ed inoltre ai due lati posti in alto vi sono due megaschermi che proietteranno i primi piani e immagini e filmati. Questo tipo di spettacolo " rotante" permette di vedere ed ascoltare bene in qualsiasi posizione ci si trovi.Ill palasport si riempe lentamente... ma si riempe e alle 19.45 è quasi pieno (ad occhio circa 20.000 persone), comincia il gruppo spalla : "The Blind Boys of Alabama" presentati dallo stesso Peter Gabriel che sale sul palco ancora in tenuta sportiva accolto da un coro da stadio. Elegantissimi, anziani, di colore, sono in 3 (Due cantanti e un batterista) tutti con occhiali neri e accompagnati da un chitarrista e un bassista ben più giovani. I due cantanti si collocano ai lati opposti del palco circolare su delle sedie, e gli altri strumentisti si dispongono in cerchio di conseguenza. Repertorio R&B con fondamenti Spirituals e cori Gospels, bravissimi, pur non conoscendo le canzoni a parte una, lo spettacolo e godibilissimo ed il pubblico sembra gradire molto, ma la cosa che mi è rimasta impressa di loro è l'incredibile voce dei due cantanti veramente da pelle d'oca, e sopratutto l'allegria e positività che hanno portato nel palazzetto. Addirittura ad un certo punto uno dei due cantanti (accompagnato a braccetto dal bassista visto che entrambi i cantanti sono ciechi...appunto Blind Boys..) scende dal palco e si infila nel parterre del palasport sfilando tra le persone durante un'assolo vocale lunghissimo ed eccezionale! I Blind Boys lasciano il palco (torneranno dopo a cantare Sky Blue) e alle 21.10 entra in scena Peter Gabriel.......ma facciamo ancora un piccolo appunto di carattere tecnico prima di passare alla descrizione artistica dello spettacolo....Come dicevo prima il palco è circolare ed è situato al centro del Palasport. La parte esterna ruota mentre quella interna è fissa. Sopra una "balconata" circolare che scende e sale a seconda delle esigenze al cui interno scende la famosa "Zorb Ball".. Tutto intorno in alto una serie "incredibile" di fari, proiettori, "grappoli" di casse e woffer in basso al palco, adirittura quattro "roadie" sono posizionati con dei bracci mobili altissimi, ai punti estremi del palco per direzionare le luci nel modo migliore. Infine per concludere due maxischermi posizionati da una parte e dall'altra del palasport dove vengono proiettate prima immagini molto evocative e astratte, poi lo stesso concerto con tanto di regia e strettissimi primi piani. Ma dopo la "disamina" obbligatoria del palco, passiamo al concerto vero e proprio.
"Buonasera,
questo concerto inizia da dove e' finito il tour precedente", annuncia a
Firenze, tutto rigorosamente in italiano, Peter e il suo piano fanno accapponare
la pelle con una struggente Here Comes the Flood nella quale gia' si apprezza
l'ottimo stato di forma della sua splendida voce.
E
i brividi salgono alla schiena !Tra l'ovazione conclusiva salgono sul palco Tony
Levin, David Rhodes, Ged Lynch, Rachel Z, Melanie Gabriel, Richard Evans ed
esplode Darkness dove
Ged Lynch e la sua Yamaha sono ancora coperti in una sorta di "serra".
Il tiro comincia a farsi sentire...e grande partecipazione del pubblico.
Ogni brano e' annunciato e descritto, a Firenze solo in italiano, a Milano anche
in inglese (n.d.r.). "Questo concerto e' un misto di vecchio e nuovo",
e via con Red Rain, in cui dalla struttura superiore discende una palla
infuocata in cui sono proiettate fiamme e fuoco. Duetti pressoche' perfetti tra
Peter e figlia, (brava ma si deve ancora un pò fare.. Paula Cole sta ancora un
gradino sopra per fascino e tecnica) ma comunque lei ha quel cognome..... Ora la
parte esterna del palco ruota e il palco prende un assetto che restera' stabile
per un po' di brani. Arriva l'annuncio di una delle piu' belle cose fatte da
Gabriel, un momento splendidamente intimo e intenso ".. lo chiameremo il
Mondo Segreto"...The Secret World, e l'intero pubblico a scandire con le
mani il ritmo.. 30.000 mani che battono il tempo. Bella, trascinante,
coinvolgente... parole insufficienti; bisognava esserci, luci, suoni, salti, non
c'era uno solo dei presenti che non fosse totalmente preso... Shsss..
ascoltate...Arriva "Cielo Blu", accompagnato dalle voci maschili dei
Blind Boys
rendendola
ancora più evocativa, disposti al centro del palco. Sky Blue, "un
lavoro lungo che mi ha impegnato molti anni e mi e' sembrato completo solo
quando ho incontrato queste splendide voci". Forte, precisa, un crescendo
di triste dolcezza, che sfocia nel coro finale, partecipato da tutti i presenti,
semplicemente grandioso. Peter e Melanie scendono dal palco e si preparano per
l'imbracatura che consentira' la passeggiata a testa in giu':
"...immaginatevi sdraiati sull'erba e guardando sopra di voi cosi' a lungo
che il cielo sembra diventare un oceano nel quale potete caderci, allora potremo
dire che siete in uno stato di Downside Up". Ottima introduzione vocale di
Melanie di questa perla tratta da OVO; scende la passerella circolare fino a
consentire a padre e figlia di potersi agganciare e passeggiare a testa in giu'
attorno ad una forma ovale che fuoriesce dalla parte centrale dell'anello.
Guardare il mondo al contrario..invertire il punto di vista, non poteva esserci
una rappresentazione migliore.IIntanto
sul palco è sceso al centro quello che sembra essere un bocciolo di un fiore
pronto ad aprirsi... dove vengono tra l'altro proiettate delle immagini (dentro
si nasconde la "famosa" palla di Peter). La "balconata"
menzionata prima scende improvvisamente e Peter Gabriel e Melanie si avvinghiano
con dei moschettoni alla base che lentamente risale permettendo a padre e figlia
di camminare a testa in giù per circolarmente.... una trovata veramente
eccezzionale che mi ha lasciato davvero
di
stucco... lì ho cominciato seriamente a pensare che non avrei resistito a
cotanta bellezza e genialità! Durante questo "gioco acrobatico" viene
eseguita la splendida "Downside Up" dove la voce di Melanie (anche se
"sottosopra" ehehe) si fa finalmente apprezzare! Ora la
passerella e' utilizzata in modo tradizionale, Peter ci sale su e afferra una
telecamera.
Arriva
l'accusa alla TV spazzatura, The Barry Williams Show... eseguito con una
grinta degna del messaggio che vuole trasmettere, Peter si inquadra e inquadra
il pubblico, le immagini sono proiettate sui due schermi laterali e sul telo
cilindrico posto al centro del palco e della passerella; corre, salta, accusa...
BWS e' l'ennesima conferma che la musica di Peter non puo' essere solo sentita,
ma deve essere "vista" e solo una sua esibizione puo' rendere appieno
il messaggio che intende trasmettere. Da
notare un fattore davvero importante che ha reso la performance di Peter davvero
apprezzabile anche dal punto di vista umano... il fatto che abbia presentato
tutte le canzoni con una descrizione accurata, ha interagito col pubblico, ha
presentato gli altri artisti sul palco, tutto rigorosamente in ITALIANO! chi
altro artista sarebbe stato così umile? penso davvero pochi sopratutto
dall'alto della lingua inglese!Qualcuno si aspetta che si sia arrivato al
massimo ? No..Molto Piu' di Questo...More Than This, anch'essa descritta ed
annunciata in italiano, esplode nella sua splendida bellezza. Momenti molto
particolari mi legano a questo brano e fanno si’ che possa sentirmi legato a
tutti i presenti. Ma l'effetto non e' solo mio, piano piano emerge nuovamente la
capacita' di Peter di fondere 20.000 in uno solo, pur restando individualmente
unico, con la Luna e l'Acqua, "molto, molto piu’ di questo c’e’
qualcos’altro la’...quando tutto cio’ che avevi non c’e’ piu’..".
Compare una piccola barca, Peter raccoglie il gruppo attorno ad essa e inizia
Mercy Street.
Il
brano presente in So, viene eseguito magistralmente; il gruppo si dispone sul
lato esterno del palco, sull'anello rotante, che si mette in moto e viaggia
nella suadente melodia, come cullato in un tranquillo mare: il momento piu'
intimo di tutto lo show. Annunciata, esplode Diggin in The Dirt, con l'intero
palazzetto che intona la canzone. A Firenze e' letteralmente cantata da tutti i
presenti.. brividi!! Scende la Zorb Ball, lucente di mille colori, poi si
illumina di un bianco accecante ed e' il momento di Growing UP. Peter entra
nella palla trasparente (che il 9, prima del concerto di Milano, aveva fatto
un'apparizione anche in Piazza Duomo), e comincia a farla rotolare, si ferma ..
la fa saltare..si illumina di tutti colori...travolge tutto quello che incontra:
il criceto gioca all'interno palla, un criceto che e' un pezzo della storia
della musica. Siamo tutti in estasi...è il più grande spettacolo rock
del mondo! Segue Animal Nation, presentata da Peter con i riferimenti alle
scimmie e alla sua esperienza con questi animali tanto vicini all'uomo e con uno
spiccato senso della musica, che
fa parte della colonna sonora del film d'animazione "The Wild Thornberrys".
Una canzone piena di ritmi e percussione africane, con un ritornello che fa
subito presa sul pubblico. Tanto che a fine canzone con lo stessa melodia Peter
va a presentare uno ad uno tutti i musicisti sul palco e sopratutto va a
ringraziare tutto l'apparato organizzativo di questo "Growing Up Tour"
davvero mastodontico.Il pubblico e' totalmente ammaliato, e segue il
ritornello finale con un ohhh ohhhhhh che fa tremare tutta la struttura.
Presentazione di tutta la Band, ciascuno accompagnato dalla sua buona dose di
ohhh ohhhhhh. Pubblico divertito al massimo, Peter con un italiano quasi
perfetto, un'ovazione per Tony, grandissimo supporto per tutto il sound di
Gabriel. Un tuffo nel passato, una bicicletta, e Peter che corre per il palco,
canta e niente fiatone. 20.000 boom boom boom...Solsbury Hill, piu' carica delle
vecchie esecuzioni. Peter indossa la famosa "giacca elettrica" (tanto
amata anche dai Pink Floyd), piena di luci e esplode Sledgehammer, il martello
picchia forte, e il pubblico salta e canta. Difficile descrivere quello che
succede, a Firenze è l'intero palazzetto a cantare! Il brano, eseguito e
rieseguito migliaia di volte, non perde mai la sua splendida carica. "..non
stiamo a guardare una nazione che decide chi deve vivere, chi deve morire,
dobbiamo imparare a prendere posizione..questa si chiama Signal To Noise".
Un telo cilindrico al centro sul quale e' proiettata la rappresentazione di un
segnale radio, eseguito con la base vocale di Nusrat Fateh Ali Khan registrata
prima della sua morte ed eseguita ovviamente dal campionatore, ipnotizza tutti,
un chiaro messaggio che invita ad eliminare il rumore che non consente la
comunicazione tra noi essere umani. Un'esecuzione grandiosa, piena di
coinvolgimento emotivo, un finale strabiliante con lo stupendo intreccio
armonico di archi suonati magistralmente alle tastiere da Rachel Z (ma è lei la
nuova signora Gabriel?) e qui si conclude il concerto ma....ora aspettiamo i
bis..
Ma torniamo a noi....il caldo come previsto ci ha dato veramente fastidio, ma nell'ultima parte del concerto ci siamo posizionati sotto il palco dove per fortuna vi era un po' più fresco visto che sono stati lasciati aperti i portoni sotto la balconata..l'acustica non era il massimo ma non era facile vista la struttura e a mio giudizio (di esperto) darei una tiratina di orecchi ai fonici (bastava un taglio sulle basse frequenze 40-60 hz e i sub woofer avrebbero "imbombato meno il sound....c'è un po' la moda ultimamente di pompare un po' troppo coi sub...ma lì dentro era evitabile...ma passiamo alla band..., inutile dirlo, sopra di tutti Tony Levin, oramai al servizio di PG da 25 anni..il vero pilastro, il re del basso... con le sue eccezionali tessiture sonore; il solito onesto lavoratore David Rhodes..non si vede ma c'è..; Melanie in crescita sia con la voce che con la presenza scenica (anche se un po' cicciotella...), ha fornito un valido supporto al padre; Rachel Z (jazzista americana) ha svolto molto bene il compito di creare quei tappeti sonori su cui la grande voce si e' adagiata; un ottimo Richard Evans, polistrumentista anche se spesso nell'ombra, ha svolto un grandissimo lavoro, non solo di supporto; Ged Lynch adeguato ma non eccezionale, fa a volte rimpiangere il grandissimo Manu (In Signal to Noise è mancato il mega finale di tamburi e percussioni e farlo soltanto con la batteria acustica lascia un po di vuoto). E di Peter cosa dire ? Meraviglia ogni volta, ogni volta realizza qualcosa di piu' grande e perfetto; per me, che lo seguo da quasi trent'anni, continua a stupirmi per le sue capacita' vocali (con i suoi 53 anni !) , per quello che riesce a trasmettere (quelle emozioni che ti danno i brividi alla schiena e ti vanno venire gli occhi lucidi...) con i suoi concerti (anche se meno coreografico vista l'eta' rispetto al Tour del '93), in ogni periodo della sua vita riesce a trasmettere in modo chiaro e inequivocabile quello che in quel momento ha dentro. Si e' chiuso un altro capitolo della splendida storia della musica, se ne apre un altro in attesa di altre meraviglie che questo eccezionale artista riuscira' ancora a donare.
I
bis:
-Primo
Come non poteva mancare In Your Eyes, una splendida esecuzione di uno dei brani
piu’ coinvolgenti realizzati da Gabriel che, anche in assenza di supporti
vocali “africani”, riesce a trasmette tutta la carica che porta dentro.
-Secondo
una sconvolgente, travolgente, assolutamente splendida Come Talk To Me,
tutti, ma proprio tutti, a cantare... please talk to me... come talk to me...
-Terzo
E infine, come negli altri concerti, dopo una bellissima presentazione di
Peter in cui, commosso, ha ricordato il suo "contatto speciale" con il
vecchio padre, una intima e struggente Father Son conclude le due ore e passa di
qualcosa che non puo' definirsi solo musica.
Siamo tutti estasiati e senza parole...e Chiara a soli 10 anni e stata con me sotto il palco a cantare e ballare i bis....qualcuno la guardava sorpreso e compiaciuto....beh forse per una bimba è un po' troppo ma ha visto il suo primo concerto iniziando dall'alto,spero che lo ricordi per tutta la vita.....ora il suo brano preferito è Darkness...è sicuramente una questione di cromosomi.........
Il concerto si conclude.. 2 ore e mezza di musica che sono "letteralmente" volate..... e talmente intense che nessuno del pubblico si permette nemmeno di provare a intonare mezzo fischio per acclamare il ritorno di Peter sul palco... Ci incamminiamo verso l'esterno nel totale silenzio, la piccola è stanchissima e nessun commento del concerto esce dalle nostre bocche, anche le persone intorno a noi si incamminano verso le loro auto in silenzio, Peter ci ha lasciati così soddisfatti che ogni commento sembrando davvero inutile.... esce dalle nostre bocche un solo e scarno "NO COMMENT".............
Anche
questa volta, come
accadde 10 anni fa, mi sento di dire con grande orgoglio IO
C'ERO.....
E ora rientriamo a casa, è mezzanotte, 2 ore di strada, la radio è spenta, in silenzio, c'è solo il rumore del motore, il cuore è appagato, felice dopo 2 e mezza di pura emozione, ne è valsa la pena. Grazie ancora PETER .
Questa
pagina è dedicata a Massimo...anche se questa sera non eri qui come 10 anni fa
a provare insieme queste stupende emozioni, noi ti sentivamo
comunque qui vicino ad ascoltare questa musica speciale e vedere la magia
di questo spettacolo che a
te piaceva tanto... lo so... non te lo devo raccontare perchè da lassù
anche tu questa sera hai assistito al concerto di Peter....
Corrado Barchi